Il blog del movimento situazionista Circolo della Vela, in guerra perenne per il trionfo del Bello.

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Recensione tratta da: http://www.buio.net
| Recondita Stirpe – Nessuna letargia (2008 - Hau Ruck SPQR) |
Scritto da Fedemone
Traguardo sulla lunga distanza per i Recondita Stirpe, di cui abbiamo già avuto onore e piacere di parlare del loro Ep di esordio, gruppo ligure deciso fino in fondo a svegliare menti e cuori, con – diciamocelo – un successo meritato.
I nostri sette elementi (tanti son necessari per assemblare le voci e tutte le strumentazioni tra percussioni, chitarra, fisarmonica, tromba e via dicendo) hanno saputo miscelare esperienze passate (abbiamo Diego di Banchero dei Malombra/Segno del comando, l’eclettico Christoff alla voce, Mirko Giorgini dal conservatorio alla chitarra e Carolina Cecchinato come seconda voce, ispirantesi al cantautorato italiano, assieme ad altri compagni di ventura come Guglielmo Amore per batteria) e novelle sfide per poter far avanzare a spada tratta tutto il loro dissapore, affondando il colpo nelle coscienze marce di chi non si indigna per il lento ma inesorabile logorio della cosiddetta “vita moderna”. Tra ballate italiane e francesi, orchestrazioni marziali, e canzone popolare, anche folcloristica, la lotta è il protagonista assoluto di questo disco: la lotta tra fazioni tanto opposte quanto impalpabili, imperscrutabili, invisibili, ma sempre letali. Una lotta dietro le quinte della vita quotidiana strascicata senza convinzione, e una visione orgogliosa dove le persone possono finalmente riappropriarsi di quello che sono.
Sì, perché in questo progetto le parole valgono tanto quanto la musica (e tanto piacere a quelli che glissano tranquillamente sulle idee delle band, a volte proprio punto di forza), che in realtà frutto di molte tradizioni e stilemi ben noti, quindi presenta poche sorprese in sé per sé. Difatti questi moderni ribelli all’appiattimento e all’omogeneizzazione delle identità si armano di un bagaglio culturale che va dai nomi più popolari fino ai moderni compositori italiani neoclassici, che generalmente lavorano per il cinema, dividendosi – come già accennato - equamente tra ballate (più sentite e calorose) e canzoni (più ricche e complesse, dove l’accento marziale è più pronunciato), usando italiano, francese e qualche tocco di inglese (con pessimo accento purtroppo) dove la melodia fa da padrone in tutto e per tutto. Il lavoro perciò si presenta sia accessibile nella sua franca familiarità, sia per gli strumenti che per i ritmi – tra cui il tango – ma ben raffinata dagli accompagnamenti e dai duetti vocali, fino alla coralità.
Tutto bene quindi? A dire il vero i punti deboli ci sono, e trattengono il risultato dall’eccellenza:essenzialmente il problema sta nelle voci, che essendo in primissimo piano si sobbarcano il maggior “peso” nella composizione e ogni sfumatura si ripercuote nel dipinto complessivo. Infatti, Christoff per ottenere un senso di epicità maggiore tiene la voce molto impostata, perdendo parte della verve che la canzone popolare ha sua sponte, senza forzature e magari anche con meno tecnicismi. Anche la Cecchinato ha bisogno di maturare un po’ per poter raggiungere i classici della musica italiana cui si ispira; segno che alla fine, senza accorgersene, la cosiddetta canzonetta che molti snobbano ha in realtà dietro una preziosa formazione che rimane nascosta dietro la sua semplicità ed immediatezza.
A volte tentare di unire due anime – quella dell’esemble, molto ben riuscita vista la pluriennale militanza in gruppi diversi dei singoli artisti, e quella più folcloristica - risulta molto meno facile di quanto non sembri ad un ascoltatore distratto. Quindi è una prova notevole a livello compositivo che saprà giungere addirittura a nuovi traguardi se la tenacia non mancherà ai nostri.
Voto: 7,5
Tracklist:
1. Dans La Chambre
2. Notturni Rivali
3. Il Sibilo Di Giano
4. The March Of The Invisible Legion
5. Dove Sei?
6. The Falling Sun
7. La Malia Dei Sensi
8. Pestilentia
9. Lost Companions
10. Nessuna Letargia
11. Invasion
12. Caduti
Genere: Neo Folk
Sito del gruppo: www.reconditastirpe.com
Sito dell’etichetta: www.hauruckspqr.com
Recensione tratta da Ascension Magazine #18 primavera-estate 2008
Egida Aurea
"Storia di una Rondine"
(mCd - WolfAge Records)
Egida Aurea è l'ennesima band che affoira dal sottobosco neo-folk italico ma, attenzione, con un pugno di tracce capace di uscire dagli scarni binari di quelle ballate apocalittiche che hanno da tempo saturato questo genere.
Solamente la traccia che da il titolo a questo Ep ricalca i più tradizionali canoni di questo filone musicale .
"L'Ottobre nero di Mosca", il secondo pezzo di questo mCd, evidenzia infatti già un pathos diverso che esploderà quindi in tutta la sua ricchezza nella successiva "Il giorno delle chimiche brume".
Con delicatezza si fondono suoni di tastiere, chitarre, percussioni, fisa, harmonium e la decisamente ottima voce di Carolina Cecchinato.
"Theos Aniketos", il quarto ed ultimo brano del dischetto, prosegue sulla falsariga della traccia precedente sfiorando così echi musicali vicini ad un certo filone rock progressivo tipico degli anni 70.
Per concludere citerei i componenti della band autori del tappeto sonoro su cui si staglia la female voice già precedentemente citata: Diego Banchero (basso eletrico, chitarra acustica, tastiere, percussioni, voce), N.H. Guglielmo Amore ( voce e percussioni), Mirko Giorgini ( chitarra classica ed acustica), Fernando Cherchi (fisarmonica)e Daniele Santagiuliana (harmonium).
( WALTER PIANO )
Recensione tratta da: www.kronic.it
RECONDITA STIRPE
NESSUNA LETARGIA
SENZA MAI VOLTARSI
Torna dopo poco più di un anno il progetto capitanato da Diego Banchero e questa volta lo fa con un full length che mette in mostra le svariate capacità compositive della band e ancora qualche incertezza. Il primo segno di crescita si ha naturlamente dal formato: la maturità che richiede un album è molto maggiore di quella necessaria per un 7". I Recondita Stirpe questo lo sanno e per questo rilanciano. I brani del precedente disco non vengono riproposti. Si parla di un lavoro che vuole essere un passo in avanti. E lo è.
Recondita Stirpe come prima cosa persegue una ricerca stilistica che va oltre alle vecchie barriere del neofolk; inutile negarlo, in Italia il percorso di questo genere sta prendendo una direzione decisamente più interessante che in molti altri paesi europei (fatte le debite eccezioni ovviamente). Recondita Stirpe non si arrocca su di uno stilema che è mera ripetizione di quanto già composto negli ultimi decenni ma guarda nella direzione solcata dai colleghi Ianva. Da una parte i concittadini con quell`essere Art e raffinati, con quel gusto per la commistioni dei generi, per l`uso di ballate popolari e di un cantato femminile che ha negli occhi le movenze di Anna Magnani, dall`altra Ain Soph per la radice e il legame con il popolo, con il canto da taverna, con l`uomo comune sbattuto in prima linea. Meno elitari di Ianva, più raffinati di Ain Soph.
"Notturni rivali" e soprattutto "Il sibilo di Giano", a mio avviso il loro pezzo migliore, ne rappresentano la punta compositiva per struttura musicale e ancora di più per l`uso del cantato che sa alternare cori, voce femminile aguzza e sentita e la voce di Christoff che si fa sicura e spietata. E` in brani come questi che Recondita Stirpe raggiunge una capacità espressiva notevole, certo non perfetta, ma che parla diretta senza timori e soprattutto con una propria personalità.
Meno interessanti al contrario certe soluzioni strumentali e non sempre convincente il cantato nei brani in cui ci si serve delle lingue straniere.
Il percorso è ancora agli inizi, il viaggo è accidentato ma Recondita Stirpe ha con se un`arma che di questi tempi è oro: la capacità di avere una personalità, la facilità di distinugersi nel modo di essere, suonare e cantare ed è un`arma da usare, che non deve assolutamente andare perduta.
Recensione tratta da: Ascension Magazine # 18 Primavera - Estate 2008
Artisti Vari
"StahlWerk Radio"
( Cdr - StahlWerk Radio)
Si presenta come un bel Cd dalla Label che riporta alla mente il vecchio vinile, questa primo appello di StahlWerk Radio limitato e numerato a cento copie .
La raccolta è ben assortita, presenta contributi di spicco e qualche incertezza, ma il risultato finale invoglia a esortare questi ragazzi a ristampare e a tenere sempre disponibile questo Cd.
Le produzioni di nicchia vanno bene, ma questa benedetta musica, una volta per tutte facciamola ascoltare!
Suoni che spaziano dall'Industrial duro di Flutwacht e MachinamentumVinctumTortusve, a groviglio Power Electronics di Wertham, per passare al noise di No Light For Tomorrow e alla stasi necrorumorista di Kreuzer .
In "Rush of Knowledge" di Peter M. vs Mushy voce ed elettronica si seguono come ombre, mentre la prima, in "Another P" dei MALATO, serve loro più come simpatico autocompiacimento.
I migliori la cupissima , cadenzata e pestilenziale apocalisse di Kalter Kreis in "Mournig Bombs" e la superba "Mai sorto" di Trama Afona, vera chicca in enro sfuggita dalle grinfie Cold Meta o della Steinklang più cupa; complimenti.
Gran bagarre creativa invece con D.B.P.I.T.; sembra che Rivabella sia accompagnato da cinquanta ospiti, ma forse è rimasto solo troppo appartato assieme al suo PC.
Interessante. Il ritmo diventa un dente che balla con FM e ..39.6 Eranot, dove veleggiano cospicue dosi di scontatezza "homemade" che sanno riprendere la giusta rotta solo con le battute "hyperdeliche" di PRXS, Mushroom Patience la butta invece sul minimale, nel senso che bisogna alzare con coraggio il volume per "gustare" la dark song "Jazzy the Butcher", fatta di suoni lontani e di un sottovoce sparsi su un fragile fondale di apatia.
La paternale di M.M.M. in "Strictly Confidential" sembra parafrasare Whitehouse in una veste Lounge Noise, mentre Istitution D.O.L. sceglie la strada della storta ballad elettronica, quasi ad anticipare un nuovo sentiero da percorrere dopo anni di vigore scariche industriali.
Per saperne di più, per ascoltare di più.
(GIANFRANCO SANTORO)
Recondita Stirpe
Nessuna Letargia
HauRuck!SPQR
Aldo Chimenti
Voto 8/10
RockeRilla 15 Luglio - 15 Settembre 2008
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Eravamo pronti a salutare l'atteso album d'esordio dei Recondita Stirpe come una prova che in qualche modo ci avrebbe reso felici almeno quanto i due capitoli brevi che lo hanno preceduto.
"Nessuna Letargia" in realtà non è solo la conferma che era lecito attendersi ma qualcosa di più, è un emozione rinnovata, un tripudio di colori intellettuali prima ancora che musicali, è la canzone d'autore che si riscatta ed afferma oltre ogni semplice classificazione.
Il progetto di Diego Banchero, Christoff e compagni si nutre da anni di un grande sogno, restituire lustro alle tradizioni nazionalpopolari della musica italiana ed europea, assegnarle cioè una funzione di risveglio culturale capace di aggregare le genti rispettando retaggi e senso di appartenenza, oltre che scrivere melodie memorabili.
Fare di un motivo musicale il manifesto di un momento storico da cristallizzare a futura memoria sembra altresì essere un presupposto chiave nell'intenzione artistica del gruppo genovese, una specie di linea guida che percorre come un sottile filo rosso i 12 brani di "Nessuna Letargia", dove la variabile folk-rock diventa oggetto di policromie strumentali a tempo di ballata, valzer, serenata, lied, corale, anthem, cantata...Un infuso di atmosfere e sapori dimenticati che sanno di nuovo ed antico allo stesso tempo, ma che in primis sono espressione di valori e lignaggi senza tempo, di principi e concetti universali sottolineati da incantevoli tessiture per chitarra, tromba, fisarmonica, basso, percussioni, canto...
Le mille voci del sentimento.
Intervista tratta da: http://www.erbadellastrega.it/
Scambiamo quattro chiacchiere con una delle realtà più interessanti del panorama italiano attuale...
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01 Prima di Tutto presentatevi ai lettori di Erba Della Strega
Les Jumeaux Discordants è un progetto nato nel 2005 dall’unione di due progetti preesistenti: The Last Hour di Roberto Del Vecchio e Aimaproject. Il primo è un progetto strettamente musicale, mentre il secondo è un progetto nato nel 1996 e operante in diversi ambiti espressivi: poesia, fotografia, multimedia. Pertanto, il progetto Les Jumeaux Discordants presuppone una forte interazione tra poesia, immagine e musica. Forte è anche la predisposizione nel rappresentare cinematograficamente le poesie che sovente sono utilizzate per i testi che sono visionari e sondano la vasta gamma di sentimenti umani e che, inevitabilmente, si scontrano con la contraddittorietà della vita. Tuttavia, Les Jumeaux Discordants è ascensione, è una presa di coscienza del terreno, volta però al superamento delle miserie umane per mezzo degli unici strumenti che ogni essere può considerare intimamente liberi: la mente e lo spirito. La considerazione tripartita di carattere alchemico dell’essere umano tende a creare sentimenti contrastanti così resi oltre che poeticamente, anche musicalmente.
Aimaproject: Ci siamo conosciuti da poco, in realtà, nel 2005 al concerto dei Dead Can Dance a Milano. Roberto aveva appena pubblicato il suo brano del progetto solista (tuttora in corso) The Last Hour sulla compilation Flowers made of Snow della CMI, compilation che io non avevo ancora ascoltato e che lui mi ha spedito in seguito. Il suo brano Into Empty Depth, tra i tanti, insieme a quello degli Ordo Rosario Equilibrio, era stato l’unico che mi aveva realmente colpito per l’atmosfera avvolgente e il testo estremamente romantici. Così quando abbiamo cominciato a colloquiare relativamente ai suoi allora attuali progetti, ho avuto modo di sentire cosa stava producendo. Così, dal mio lato, spedendogli alcuni miei progetti Roberto mi disse che c’era una base sulla quale avrebbe visto bene la mia voce. In breve ebbi la base e in breve tempo nacque Malédiction. Intanto io stavo preparando un reading e quindi Le Destin di Gérard de Nerval. Il reading lo feci sopra Octopus dei Current 93, ma era chiaro che a breve sarebbe stato da lui musicato. Pertanto, se Malédiction era nata dalla base al cantato, Le Destin aveva vissuto il processo inverso. E poi il resto venne automaticamente!
02 Secondariamente un pò di storia
Le nostre storie sono individuali, ma intense ed è forse questo che traspare dal nostro genere, non pienamente classificabile, ma profondamente riconducibile a due correnti precise: Roberto ha un passato che pone le sua mura portanti nel gothic e nell’ambient.
Aimaproject: Per quanto mi riguarda, come Aimaproject, ho sempre collaborato per progetti strettamente sperimentali, sia a livello di testi, che di concept. Le mie prime sperimentazioni risalgono al 1997, quando ho cominciato a fare lavoro sulla voce per reading e teatro. Questo credo traspaia molto dal mio modo di lavorare che non è propriamente melodico.
Ho constatato sin da subito quanto la musica, la melodia, aggiungessero alla mia interpretazione: suoni e interpretazioni risultano spesso troppo ostici all’ascolto rischiando di divenire ascolti di nicchia, ad ogni modo questo progetto lo sto portando avanti parallelamente con Icydawn, col quale ho prodotto un’ulteriore versione di “Nursery”, la ghost track, per intenderci, che tanti scambiano come prolungamento di The White Room che è invece un solo strumentale di Roberto.
Questa si trova sul mini cd “Il Tagliacarte, L’Angelo, I Fantasmi” Prodotto dalla SMYW (Show Me Your Wounds).
Roberto: Il mio passato è legato al nome Gothica. Dopo lo scioglimento avvenuto agli inizi del 2004, ho dato vita al progetto The Last Hour. Nel 2005, sono entrato nel magico mondo di Aimaproject e ne sono rimasto affascinato. Ho trovato subito interessante l’idea di unire la mia musica con le sue capacità interpretative. L'unione dei nostri due stili “discordanti" ha generato un qualcosa di unico, particolare.
03 Oltre alle liriche di Almaproject vi siete avvalsi dell'utilizzo di poemi di Gerard De Nerval e Sallustio. Francese, inglese, latino. tre lingue in cinque brani. Come mai questa scelta?
Aimaproject: Un brano di LJD non nasce sempre nel medesimo modo, come ho scritto sopra a proposito di Malédiction e Le Destin. E’ chiaro che, per esempio, Le Destin, di un poeta francese, ho trovato consono interpretarlo in francese. Questo mi ha fatto scoprire le potenzialità di questo idioma. Il francese ha potenzialità ambivalenti: essendo una lingua molto musicale e anche molto elegante, mi ha permesso di giocare molto sul contrasto tra interpretazioni eleganti o più graffianti. E’ chiaro che con l’inglese, per esempio, tutto questo non sarebbe stato possibile. Il latino è stato scelto per Almus Spiritus semplicemente perché Sallustio scriveva in latino. La mia formazione classica mi ha permesso di giostrarmi anche sul latino, quanto a scelta del testo e del concept. Betrayed Bride era già nato dieci anni prima in inglese e così è rimasto. E’ chiaro che se ora dovessi scegliere una lingua preferenziale questa sarebbe il francese per i motivi sopra esplicitati. Però vorrei precisare un’altra cosa: la scelta della lingua non è solo legata al mantenimento del testo originale (vedi De Nerval o Sallustio), infatti anche dove i testi sono miei, sono intervenuta in una spietata decostruzione del testo originale, distruggendone sintassi e musicalità (i testi originali sono ovviamente in italiano) a favore di una interpretazione essenzialmente destinata alle musiche di Roberto. Il prossimo potrebbe essere in greco antico, omaggio ad una civiltà che adoro e con una storia e cultura che potrebbero insegnare molte cose all’inciviltà contemporanea.
04 ascoltando la vostra musica non si possono evitare visioni apocalittiche. Qual è la vostra visione del mondo in cui viviamo?
Aimaproject: è una domanda molto complessa, questa. Credo personalmente che non si lavora sullo spirito, il mondo in cui viviamo non può che peggiorare sempre di più e per far questo è chiaro che chi governa deve dare modo alla spiritualità di essere coltivata. Ma è chiaro che il mondo và piuttosto in senso opposto.
Una volta ero outsider per autocompiacimento (sapete come accade quando si è adolescenti, la sensibilità spesso si traduce così); oggi mi trovo ad essere outsider senza volerlo essere, perché sostanzialmente tutto ciò che non ha la velocità della luce, tutto ciò che non è in disfacimento già prima di essere vissuto, sostanzialmente non ha valore. E’ il valore che è morto, in tutte le sue accezioni. Così la Vita, con la V maiuscola è spesso una vita interiore e tutta individuale. Ma come animale sociale, questo è inaccettabile.
Roberto: Quando gli uomini hanno l'audacia di superare i limiti della misura, vengono castigati senza pietà. Dalla follia dell’uomo ci si può aspettare di tutto. Viviamo in un mondo assurdo ed è veramente difficile riuscire ad adeguarsi all’assurdità di questa esistenza. La musica e l’arte sono il mio rifugio, mi aiutano a sognare e ad avvicinarmi alla spiritualità e alla vera bellezza.
05 così come le vostre musiche sono dense, prive di spiragli, anche i vostri testi sembrano non lasciare molto spazio alla luce...
Aimaproject: Non è esattamente così: questi testi terminano sempre con uno squarcio di luce, che è poi la reazione ed operazione salvifica individuale. I testi sono molto aggressivi, superomistici. Tuttavia non si tratta della sublimazione di una rabbia qualsiasi, ma di una rabbia realmente vissuta.
Anche voi siete italiani, anche voi sapete cosa stiamo vivendo. Non so quanto all’estero possano comprendere questo coinvolgimento. Noi non recitiamo una parte, purtroppo.
06 Ho trovato molte venature nei vostri brani, ma nessuna influenza precisa. Cosa o chi vi ispira mentre componete un brano?
Roberto: Traggo ispirazione non solo dalla musica che ascolto, ma anche dalle sensazioni provocate dalla vita e da tutto ciò che mi circonda. La mia musica nasce dal profondo dell’anima. Attraverso la musica comunico con l’universo intero, trasmettendo le mie emozioni. Io e Aimaproject siamo complementari, le mie musiche si uniscono alla sua voce e si completano.
07 non avendo avuto la possibilità di vedervi onstage, descrivetemi come sono LJD dal vivo...
Aimaproject: il feedback è stato molto positivo e nonostante l’organizzazione sia stata da parte dell’Associazione che ci ha ospitato, a dir poco penosa, con la nostra forza e convinzione abbiamo raggiunto una potenza molto coinvolgente, sia per la musica che per l’espressività.
08 Quali obiettivi vi ponete come singoli e come band per i prossimi anni?
Aimaproject: Abbiamo progetti sia singolarmente che come LJD. E questo credo sia ancora positivo per non arenarci in uno stile, in un sound. Così entrambi portiamo sempre cose nuove da esperienze diverse. Per quanto mi riguarda sto preparando un lavoro concentrato sul tema della follia che, come ho già detto, ha avuto il suo primo esordio con il mini cd “Il Tagliacarte, L’Angelo, I Fantasmi” Prodotto dalla SMYW (Show Me Your Wounds).
Per intenderci: si tratta di testi come Nursery e Stati Ipocondriaci, testi dove si può respirare a pieni polmoni la decomposizione corporea e mentale.
E’ un lavoro molto difficile da vivere, alcune volte mi fa paura.
Poi collaboro anche con Roberto sul suo progetto The Last Hour e ho qualche richiesta di collaborazione che tengo però ancora misteriosa, per il momento: non dire gatto se non ce l’hai nel sacco, no?
Certo, la primaria importanza è l’uscita del CD di LJD e nuove creazioni con Roberto.
Roberto: Per il momento, ho come obiettivi di pubblicare il primo CD del progetto LJD e del mio progetto solista The Last Hour. Per il futuro, creare nuove sperimentazioni con Aimaproject.
09 progetti a breve termine?
Aimaproject: Il CD e poi i live, abbiamo molto da dire.
10 le ultime sono per voi
Aimaproject: Italiani! Dove siete???
Roberto: “Bisogna fare la propria vita, come si fa un’opera d’arte” Gabriele D’Annunzio
Intervista tratta da: http://seidr.woods.ru/
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Interview with Maurizio aka Solaris
http://www.myspace.com/solaris1
1. Indeed You are one of the most active users of myspace and your banners can be seen in most pages of the neofolk/martial/viking/ritual bands, say where do you get so much free time? Tell us about yourself a little.
Hello! I would first of all want to thank Wolfsblood and the webzine Seidr.Woods.Ru. Time is relative when you make a thing that you like, in reality job in the hospital and for my radio-show I don't receive economic remunerations, is a passion.
This way ended the job I like to listen to this music,
2. Also you are a creator of radio-show about such kind of music, tell about it.
My radio show is born in the 1996.
There was initially some everything, from the classical music to the punk, from the metal to the industrial, electronic and more. Then something happened, I saw here in Rome a concert of the Sixth Comm / Mother Destruction and I remained lightened.
The rituality, the runes, the energy.
And so definite to tighten the circle and to assemble the program on the music that I loved and I lived.
For which eliminated some music...there was also once a lot of goth, ibm and dark... to assemble the all on the ritualistic sounds, pagans, esoteric, industrial, there is very of the so called neo-folk and martial and also of the folk metal.
The program is a lot of succession in Rome and not only, but I am only a medium, a mean through which this culture and this music are communicated, just this.
We can also say that in a dead world as ours, I have the tendency to hold the alive Spirits, I make anti-information eh eh eh...
3. And the question to you as a Rome dweller - which Italian bands are more interesting at the time in your opinion?
Well, there too many great bands here.
Formations give that they have made school as Neon and Kirlian Camera, Ataraxia, Camerata Mediolanense, Ain Soph, Argine, Inner Glory, Ordo Equitum Solis, Der Feuerkreiner, Gothica, Foresta di Ferro, Runes Order to the more recent as Tears of Othila, Malato (Ex-Ain Soph), Les Jumeaux Discordants, Dame Mediolanensi, Egida Aurea, Recondita Stirpe, Ianva, Aima project and Icydawn...but also there Ait!, All my faith lost, Kannonau, L'Antica Via del Nord, Albireon, The Well of Sadness and more......the sounds are various but they are all excellent bands!
4. Recently a page WHEN RABBITS DIE DOWN has appeared on myspace in which creation you take part. Don't you think that a protest against rabbit assassination is ridiculous in today world? Does the Europeans like the rabbit so much that such protest actions are needed? Or maybe it is the one legal form of protest in Europe?
The problem not is only of the bunnies, they could be wolves or seals or lambs.
The problem is the man.
I have opened the page When Rabbits Die Down because I have bunnies from years in the house and they are of the marvelous creatures, very more intelligent and sensitive of so many men. A page that wants to inform and to educate the men to not only love the rabbits but all the animals. I am vegetarian and for me the animals are sacred subdued pure and innocent souls to the human cruelty. In all the tribes ancestral the animal was thanked when him he killed, was a necessity and the man made to relive the animal in if eating his meat and the Spirit was free.
Today the animals are only business and are massacred in name of the god money. However I have written this on the page WRDD and I am convinced of it:
"THE ANIMALS ARE SMALL SUSPENDED STARS TO THE SKY, THEIR LIGHT IT ILLUMINATES THE WORLD REMEMBERING US THAT THE SOUL EXISTS.
IF A MAN IN HIS OWN LIFE HAS NOT LEARNED TO LOVE AND TO RESPECT THE ANIMALS, HIS DISTANT CONSCIENCE FROM THE KNOWLEDGE, ONLY A MERE FAILURE IS HIM, A THEY PUT SOME ABOMINATION ENSLAVED"
5. Tell me are you happy? Do you fell yourself free in Italy?
No!
I don't feel me happy and I am not free, no one is free!
The world built by the hidden powers and by the false religions and is a great cage.
The New World Order has worked well. But we must resist and fight, to use their weapons for us, as we for instance do with internet and to affirm every day our ancestral roots, the cult of the nature, the shamanism, the rituality, the contact with the nature, this is our paganism and our strength, you understand well what I mean.
6. In Russia people - fans of neofolk/industrial music are downloading music by file-exchanging webs and only a little percent of them buy the original cd s. What is the situation in West Europe? And what can it lead to at the end?
No, here not there is a lot of download, this music arrives by now easy and the people buys them, this is good also for the artists, but is however as everything, in the hands of the distributors that decide prices and some things often cost a lot. Is always a logic of power.
What sense has sell here a cd of the Wolfsbloods to 21 Euro? Not is easy listening music!
Must lower the prices!
The art must have made enjoyable to everybody is good for the one whom plays and for the one whom listens. And if money doesn't go to the bands to whom go? There is always who enriches on every thing.
7. What do you think about Christianity? How lifeless is it in West Europe in your opinion?
Don't forget that here there is the Vatican, the Pope the Catholic Empire that has a great influence on the people and on the politics (ugly politics).
Personally I admire and I love a lot the figure of the Christ, his native church, but the men they have him crucifix and today of its message doesn't remain anything, hidden and mystified by the Catholicism. No today's church is not the church of God, is the church that speake of peace, ,but what is to the service of the Evil Empire, it produces ignorance and unfortunately is ... the people's opium.
8. Aren't you afraid that much more savage Islam will come in the stead of Christianity?
This problem doesn't exist.
There will be before the total war and the end of both the so called civilizations or is better saying of the two barbarisms.
9. Your webpage has pronounced pagan orientation - what does the paganism mean to you? Is its return possible in West Europe? Or maybe it is just a fate of loosers who couldn't get settled in this technocratic world of transnational corporations?
Partly I already have reply this question.
This civilization is destined to explode inside and one day the pagan cults they will reconquer the planet. It's inevitable.
We are patient we will wait for the end of the modern world.
10. Italy and Rome in particular are thronged with hordes of emigrants from Africa and Asia, don't you think this problem is more serious then the rabbit assassination?
Oh yes, but is another problem.
This is a social (with a lot of intolerance here) problem. The globalization this has also brought.
On the bunnies or the other animals a problem of taking of conscience remains, of personal internal development.
11. I know that the people who makes neofolk and martial music often has the problems because of antifa, what is the situation in Italy with this?
There have been problems, at times also big, but currently the situation is calm.
This is a very complex matter.
12. What do you think about Mussolini? Do you equate him with Hitler?
Mussolini? What? Yes like Hitler!
Stalin was different from Hitler?
And were the Americans that have launched the atomic bombs on Hiroshima and Nagasaki the correct ones? The good ones?
Or Mao Tze Tung? Pol Pot? Franco in Spain? And Argentina in the seventies under Pinochet?
Here it is able also to speak for times.
Nooooo! I don't like politics...
A dictatorship or of left or of right is always a dictatorship. But we can see that also this that is called democracy today...look at Bush and at the American Empire... is disgust.
13. You spend a lot of time on internet, do you have time to read the books? If yes what books are they?
Books? I like very much.
Currently I am reading a book of Winfried Mogge on the Wandervogel...you know? (Great!!!).The Runes of Marco Massignan and the Mystery of Stonehenge of Fernand Niel.
14. I see Italy the country where football became the cult - what team are you a fan of and what do you think about football fans?
Yes in Italy the football is really a cult. People would be able of to make demonstrations if there are not the games a day, but if bread costs so much it doesn't say anything anybody.
The Italians are a people of idiots.
I am fan of the ROMA FOOTBALL CLUB from when I was child, I have also a tattoo about...ah ah ah... but I am conscious that the football is alone business, money, too money...women and power...and politics a disgust.
Here you can see Italy : Religious power, Politics, Football, Television all is connected...
15. Can you imagine the Europe in 20 years? What will it be?
Europe in 20 years?
Oh yes...a big desert.
16. When you listen to music what the most important for you - philosophic and political ideas which the musicians are expressing in it or musical content? And will this music still be interesting for people if it has lost an ideology?
Heh, we say a whole the three things, is everything very important.
Certainly if a group voted him to the commercial one or it started to musically ramble philosophically or ideologically I would not find it hard to cancel him from my life, and it's happened, but I don't want to reveal names.
17. Tell about the last music discoveries at myspace net? What bands would you advise to notice to our readers?
A little known? Surely Sunset wings, Waldsonne and Silver light of the Moon from Russia and then Trinithos, Sibelian, Pantheon Legio Musica, Othala, Falkenstein, Waffenruhe, In Scherben, Die Weisse Rose, The Pride of Wolves, Bunkergeist. From Italy,Tears of Othila and Les Jumeaux Discordants.
18. If you come to Russia what places would you like to visit first?
The history! Volgograd,the old Stalingrad! A great emotion.
19. What would you like to wish our readers at parting?
The end of the modern world and the return to the simplicity. May the ancient Gods be with you. Odhin blesses .
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© 2008 interview by Wolfsblood
© 2008 translation by Alisa
Blow Up 122/123 Luglio/Agosto 2008
Recondita Stirpe
Nessuna Letargia
Cd - HauRuckSPQR - 12T -43:48
Voto 7
Venato di una suggestiva patina retrò è il suono dei Recondita Stirpe.
Della formazione Genovese dicemmo in emrito al loro Cd-R omonimo sul BU#102, positivo registrare che le perplessità che emersero sulla allor pur minoritaria scelta del cantato in italiano non si ripresentino in questo lavoro assai più compiuto e mirato.
L'utilizzo della nostra lingua, omesso appena Dans la Chambre e nell'energica Fasllin Sun - oltrechè ovviamente nei due pregevoli strumentali The March of the Invisible Legion e invasion - è anzi necessità visto che sembra suggerita l'intenzione di Recondita Stirpe di una forma di Folk Italiano che guardi ad una tradizione in verità più universale che peninsulare ma che sia altresì contemporaneo per temi, per lo più animati dall'invito ad un risveglio dell'accettazione critica del torpore come spiega la canzone che battezza l'album e che recita " Scuotila e scagliala questa collera ti desterà questo l'affanno che corrode l'anima cederà e morirà".
Con l'acordion quasi onnipresente che alimenta riverberi nostalgici, si contano più brani di ceppo popolare come Il Sibilo di Giano, il Tango La Malia dei Sensi, Pestilentia, Caduti che nettamente d'orientamento noir quali Notturni Rivali e Lost Companions.
( Paolo Bertoni )
Recensione tratta da: http://www.mentenebre.com/
Una promesa recién llegada Egida Aurea - "Storia di una Rondine"
Desde Génova nos llegan nuevos aires en la corriente Neofolk. Aunque parecía que todo estaba ya dicho en este género todavía hay lugar para las sorpresas.

Antes de desgranar el contenido musical del CD hemos de ponernos en antecedentes: situación en el espacio y en el tiempo. Lugar: Génova. Antecedentes: Egida Aurea es un proyecto nuevo, incubado en 2006, aunque sus miembros provienen fundamentalmente de Recondita Stirpe, aparte de otros proyectos como Malombra, Il Segno del Comando y Zess. En el sustrato de Egida Aurea están las diversas y ricas tradiciones europeas, fundamentalmente las mediterráneas, que muestran tanto en sus letras como en su instrumentación, a las que dan un énfasis con una particular forma de vocalización siguiendo la tradición del canto italiano. Para dejarlo claro desde un principio, su ideario no tiene trasfondo político alguno, basando por lo tanto su compromiso en la recuperación cultural como seña de identidad.
'Storia di una Rondine', que da título al CD, es una canción magistral. Es larga y se divide en varias partes perfectamente diferenciables donde, como decimos, la voz es la que manda, y sus variaciones de entonación, de ritmo y de registro hacen que te cale muy hondo. Es un tema riquísimo en matices, una verdadera delicia. Recensione tratta da: http://www.mentenebre.com/
Uno de los álbumes Neofolk del año. Recondita Stirpe - "Nessuna Letargia"
Ya habíamos tenido la excelente referencia de su grupo paralelo Egida Aurea, no obstante Recondita Stirpe dan muestra de lo que es hacer música con personalidad en una escena en donde ya se ha dicho casi todo.
Intervista tratta da: http://www.chaindlk.com

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Bologna, 25 giugno 2008
Agli organi di informazione
Loro Sedi
COMUNICATO STAMPA
BOLOGNETTI 2008
Vicolo Bolognetti 2 - BOlogna
Post Contemporary Corporation
Ultimo concerto a Bologna
Venerdì 4 Luglio ore 21.30
Zekkini: voce, xilofono di bambù, campanelli
Giulio Sangirardi: chitarra elettrica, teremin
Antony Othi: laptop.
Grande serata con Post Contemporary Corporation che presenterà il nuovo 12” "Manzotin Mantra", edito da Musica di un Certo Livello/ Misty Circles; è una compilation di remix del suddetto brano, reinterpretato da una scelta schiera di band che si è avvicinata nel tempo all’ideale postcontemporaneo: TourdeForce, Sandblasting, Obsil, Der Feruerkreiner, Sandro Codazzi, Malato e Spiritual Front.
Presente inoltre un documento eccezionale per la sua rarità: un estratto del comizio postcontemporaneo tenuto a Milano Marittima nel 2007 davanti ad una folla entusiasta di patrioti.
Anche quest’anno, il flusso magnetico emanato dalla barbarie verbale e sonica della PCC creerà un'atmosfera di catarsi cosmica tale da trasformare il concerto in un mini rave, o ancor meglio in un'adunata di visionari e psiconauti.
L'addetto stampa
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Les Jumeaux Discordants se formó durante el año 2005 en Italia, y es el resultado de la unión de dos proyectos independientes entre sí. Roberto Del Vecchio es frontman de The Last Hour, un proyecto que ha conseguido asomar la cabeza en un par de recopilatorios del género neofolk y experimental, entre los que destacan “Flowers Made Of Snow”, un doble CD editado por Cold Meat Industry. Por otro lado, Aimaproject era otro proyecto existente desde 1996 que había cultivado hasta el momento diversos campos del arte y la expresión, como pueden ser la fotografía, la poesía o la música. El resultado de la unión de ambos ha sido lo que hoy se nos presenta, Les Jumeaux Discordants.RECONDITA STIRPE/EGIDA AUREA
Tradizione e Identità

di Michele Viali (foto: Roby Maestrini)
Raccogliere i nomi di Recondita Stirpe ed Egida Aurea in un'unica intervista non rende forse al meglio l'importanza dei due giovani progetti, ma dato che entrambi sono capitanati e nascono dalla mente di Diego Canchero, abbiamo colto l'occasione per chiedere a lui e agli altri componenti delucidazioni riguardo passato, presente e futuro delle due band. Dal nostro incontro emerge, come già sottolineato nel titolo, l'importanza della Tradizione, intesa come recupero di sonorità italiche di provenienza popolare, ma anche di estrazione colta e cantautoriale legata al retroterra genovese, ottimamente incastonate in un impianto che si ricollega al filone neofolk europeo. Ma il recupero della Tradizione si esplica anche attraverso il bisogno di riappropriarsi di alcuni valori che l'uomo moderno va progressivamente perdendo. Per tali motivi si avverte, soprattutto in Recondita Stirpe, la necessità di riacquistare un'Identità vanificata sempre più da quella pericolosa letargia di cui ci parla Christoff (cantante e autore dei testi), figlia dei tempi moderni che stanno spegnendo "qualsiasi tipo di attività neurale". Concetto ripreso anche da Egida Aurea, progetto capace di rievocare il passato come pochissimi altri hanno saputo fare (l'accostamento agli Ianva di "Disobbedisco!" sembra essere l'unico possibile), ma anche di trasmetterci un senso di opposizione fiera e costruttiva ad un presente assai discutibile. Evitando qualsiasi luogo comune e con estrema disponibilità e perizia, Christoff, Guglielmo Amore e Diego Banchero spiegano qui di seguito l'essenza principe che muove Recondita Stirpe ed Egida Aurea.